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Il Gruppo Complessità MuSNa

Perché parlare di complessità al Museo di Storia Naturale? La risposta immediata e più facile è perché no. No, perché si vuole evitare la semplificazione del complesso, la riduzione dell’intero alle sue parti, la spiegazione delle sole interazioni e la comunicazione esclusivamente descrittiva. Una risposta più ponderata alla domanda valuta invece le ragioni del si. Si perché si vuole osservare i fenomeni naturali nella loro interezza, nelle relazioni che sono in grado di sostenere e nel significato che fanno emergere. Il tutto seguendo un approccio sistemico e multidisciplinare. Dal confronto tra le ragioni del no e quelle del si si può chiaramente dedurre che la contrapposizione è tra le parti e l’intero, tra le interazioni e le relazioni e tra la spiegazione e il significato. Quali le ragioni di queste contrapposizioni? E quali le implicazioni per la nostra capacità di intendere le realtà naturali, sociali e politiche del presente? 

Contatti

Franco Giorgi, francogiorgi7@gmail.com

Parti/Intero 

Per comprendere il rapporto tra l’intero e le parti in chiave sistemica è necessario superare alcune visioni riduzionistiche e, al tempo stesso, assumere che le proprietà dell’intero siano emergenti rispetto a quelle delle parti costitutive. Innanzi tutto si tratta di prendere coscienza del fatto che un ecosistema non è riducibile alla somma delle parti e/o delle risorse che ospita. Al contrario, è il risultato ultimo di un insieme di connessioni interdipendenti i cui effetti si manifestano secondo dinamiche complesse, non lineari e di natura adattativa. Con la stessa logica si può arrivare a comprendere quanto delicato sia l’equilibrio tra l’individuo e la collettività, e in che misura la coesione sociale dipenda dalla capacità di conciliare il benessere dei singoli con la gestione comunitaria delle risorse. Anche la mente umana può essere analizzata in termini sistemici. In questa ottica, la mente non è più attribuibile ad un sé monolitico ed autoreferenziale, come se fosse l’unico responsabile del proprio agire. Al contrario, nella prospettiva sistemica, la mente diviene il prodotto ultimo di un lungo processo di integrazione delle parti rispetto ad un tutto emergente. Dove per parti deve qui intendersi ciò che è esperibile nel tempo e nello spazio, e per tutto il senso di unità e di coerenza che il soggetto è in grado di costruire a partire da queste esperienze. Data la natura delle loro interconnessioni, né le parti possono avere valore causale per la mente, né la mente essere l’unico artefice del loro dispiegarsi nel tempo. Ragion per cui le funzioni che il soggetto esprime, a parità di condizioni iniziali, sono sempre da ricondurre all’emergenza di proprietà contesto-dipendenti.

Interazioni/Relazioni

Interazioni e relazioni appartengono a due dominii diversi della conoscenza. Distinguerli è fondamentale per comprendere la vera natura della complessità. Per interazione deve intendersi il rapporto che intercorre tra eventi o processi singoli legati da una causalità lineare del tipo stimolo-risposta. Come tale, l’interazione è mediata da un meccanismo stereotipato privo di qualsiasi scopo, se non della sola ripetibilità. La funzione che l’interazione realizza dipende pertanto dalle proprietà stereochimiche della molecola che la veicola. Ogni alterazione compromette la persistenza della stessa interazione e ne abolisce gli effetti. In sintesi, tutti i fenomeni interattivi sono riconducibili a scambi o collisioni di natura meccanica che, in un modo più o meno ripetitivo, consentono di realizzare che cosa, e non come, deve accadere in uno spazio oggettivo.

Al confronto, la relazione tra due o più enti comprende l’insieme dei legami e delle regole che consentono ad un sistema complesso di realizzare scambi di natura circolare e di definire rapporti di reciproca dipendenza. Come tale, tutti gli enti correlati che condividono la stessa storia di interdipendenza tendono a rimanere stabilmente legati gli uni agli altri. È in virtù di questa reciproca dipendenza che l’assenza di un correlato è percepita dal sistema complesso come una mancanza. A lungo termine, è questa stessa mancanza che induce una reazione di tipo adattativo nel sistema. Si noti però che l’adattamento non comporta soltanto il ripristino degli equilibri pregressi, ma porta alla ricerca di una maggiore stabilità a livelli più elevati di complessità. È in questa capacità reattiva che le relazioni di un sistema complesso realizzano strutture modulari di adattamento a situazioni ambientali, sociali e psicologiche diverse. Mentre, in ambito biologico, la modularità ha permesso di generare l’enorme varietà fenotipica degli ecosistemi, in quello sociale ha garantito l’adattabilità delle diverse organizzazioni umane ai cambiamenti storici. A livello psicologico, infine, la modularità è alla base della stessa genesi dell’identità soggettiva, da intendersi come entità distinta e, al tempo stesso, correlata con l’alterità.

Spiegazione/Significato

Spiegazione e significato si correlano come il come e il perché di ogni domanda. Chiedere come un sistema funziona equivale a chiedere di quante e quali parti è costituito e come queste interagiscono tra loro. L’unico modo per rispondere a questa domanda è scomporre l’intero negli elementi costitutivi ed analizzare ciascun elemento con il solo intento di rilevarne forma e proprietà. Ad analisi compiuta, si assumerà che ciascun elemento esprime le stesse proprietà sia da isolato, sia come parte dell’intero di appartenenza. La conseguenza più diretta di questa interpretazione riduzionistica è che le proprietà delle parti preesistano alle interazioni e che pertanto il meccanismo che le coinvolge sia necessariamente predeterminato. In sintesi, ogni qual volta un sistema complesso è ridotto agli elementi costitutivi, il livello di riduzione più risolutivo che è raggiunto con l’analisi acquisisce il massimo valore esplicativo della domanda. Così gli atomi spiegano le molecole, le molecole le cellule e le cellule gli organismi. 

A differenza della spiegazione, il significato risponde alla domanda perché gli eventi accadono. Come tale il significato non si spiega, ma si comprende. Tuttavia comprenderlo non implica ricondurre il fenomeno in osservazione alle ragioni prime della sua stessa esistenza, ma ripercorrerne le tappe del divenire: dei vincoli e delle opportunità che sono state offerte dalle relazioni sostenute. In questa prospettiva, ogni vivente non è semplicemente ciò che appare – per forma e funzione – ma il risultato ultimo di un lungo processo che ha lo modellato nel tempo. Il significato sta tutto qui: il confronto con ciò che avrebbe potuto essere altrimenti!